Note e riflessioni dal Macrolibrarsi Fest
«È un po’ come tornare al Sana di qualche anno fa», ha esclamato Rosa Maria Bertino di Biobank, incontrandoci allo stand di Girolomoni, piena della sua consueta energia.
E in effetti, la sensazione era proprio quella: un luogo vivo, in fermento, dove la relazione tra brand e persone torna ad essere diretta, personale, fatta di scambio e condivisione autentica.
Ecco alcuni spunti raccolti in questo osservatorio così speciale
nuove tendenze di prodotto
Alternative vegetali a (quasi) tutto
Non più solo tofu o bevande vegetali, ma formaggi francesi a base di mandorla e avena, ‘nduja vegetale, affettati plant-based. Una varietà crescente che parla a vegetariani, vegani, flexitariani, e a chiunque desideri ridurre l’impatto ambientale del proprio piatto.


Oltre la soia
La biodiversità si fa spazio: salse e preparazioni che scelgono legumi “alternativi”, cocco, fiori, semi. La soia non è più la sola protagonista, per rispondere a intolleranze e sensibilità emergenti.
Rivoluzione fermentata
Dal kefir al kombucha all’umeboshi, passando per birra di canapa e acqua di betulla: il boom dei fermentati non è solo salutistico. È anche culturale. Riporta in vita gusti dimenticati, come l’umami, e spinge verso preparazioni più autentiche, ricche, vive.

Benessere al centro
Oltre all’alimentazione, tantissimi i banchi dedicati al benessere naturale. Sonno, immunità, concentrazione: il corpo torna protagonista, non solo come macchina da prestazione, ma come sistema da ascoltare e sostenere.
TENDENZE TRASVERSALI
Gusto, leggerezza e gioia
Qui vogliaI prodotti bio oggi non si accontentano di “fare bene”: vogliono anche piacere. Spalmabili golosi, pani profumati, kit coloratissimi, frutta essiccata da portare a scuola. Basta rinunce: il buono può essere anche comodo, felice, quotidiano.



Laboratori di futuro
Tra le corsie si scopre una vera e propria “ricerca applicata”. Fermentazioni di precisione, upcycling creativo, integrazione tra riti antichi e tecnologie nuove. Le nicchie si fanno audaci, e sembrano pronte a uscire dai margini per cambiare il mercato.
Insieme, generazioni diverse
Giovani appassionati che spadellano in diretta, indossando bellissime magliette manifesto. Anziani che raccontano saperi antichi o spiegano tecniche innovative con una combinazione preziosa di profondità scientifica e saggia empatia.
C’è spazio per ascoltare davvero.


La forza del cambiamento passa da qui: da una comunità generosa, orgogliosa, che studia, prova, condivide. E che, generazione dopo generazione, continua a cercare senso.
OLTRE IL PRODOTTO
In questo ecosistema in fermento, le aziende non si limitano a produrre. Accompagnano.
Formano, consigliano, raccontano. Rendono più accessibili gesti nuovi, soluzioni diverse, modi alternativi di nutrirsi, curarsi, scegliere.
E così, quasi senza accorgersene, modellano comportamenti, aprono possibilità, ispirano piccoli cambiamenti quotidiani che, messi insieme, fanno cultura.

Diventano spazi dove si cucina, si ascolta, si ripara, si cammina insieme.
Marchi e persone tornano a fare da ponte tra sapere e quotidianità, trasformando la vendita in relazione e la relazione in comunità.
COSA MANCA (MA NON PER MOLTO)
L’energia c’è. L’innovazione pure.
Ciò che spesso manca – ancora per poco – è un progetto strategico di lungo periodo, capace di far uscire queste realtà dalla nicchia.
Serve una visione sistemica, che attragga investimenti, talenti, opportunità. Che porti questi fermenti verso un cambiamento stabile, condiviso, scalabile.
Ed è qui che entra in gioco Impatto 3D.
Perché è questo il nostro lavoro: aiutare le imprese “buone” a diventare anche forti, visibili, organizzate.
A crescere, per fare la differenza.